Se il titolare effettivo c’è
DAVID GENTILI • COMPONENTE COMITATO ANTIMAFIA DEL COMUNE DI MILANO
A partire dall’anno 2021, la Segreteria Generale ha richiesto alle diverse direzioni dell’amministrazione Comunale di Milano i dati sulle dichiarazioni del titolare effettivo ricevute da ciascun ufficio. È previsto da un modello operativo nella sezione normativa allegata al Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e trasparenza (PTPCT) e ora al Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO).
La risposta è netta: non risultano casi in cui non sia stato dichiarato il titolare effettivo. Nessuno ha negato le informazioni al Comune, adeguandosi a quanto previsto dall’articolo 15 dell’allegato SUB A) PIAO 2025-2027.
Tutto a posto quindi? Sì. Però stiamo attenti a pensare che se tutti dichiarano il proprio titolare effettivo la battaglia che abbiamo portato avanti per anni, forse, non era così utile. Perché l’ho sentito dire e non sono per nulla d’accordo.
Ricordiamoci la fatica che facemmo. All’inizio, si parla del 2018, in molti non erano convinti a intraprendere questo cammino di trasparenza. Non tutti votarono l’ordine del giorno che diede inizio a questo percorso. Così disse Marco Dettori di Assimpredil a fine agosto: “Stiamo attenti a non appesantire l’attività amministrativa, che è già abbastanza complicata per gli operatori!”. ANAC si oppose due volte all’esclusione dall’aggiudicazione di un appalto a chi non avesse dichiarato il proprio titolare effettivo.
Cosa prevede la disciplina europea
Nel 2021, tre anni dopo, la disciplina europea prevede lo stesso principio. Istituisce il dispositivo per la ripresa e resilienza (regolamento UE/2021/241). I destinatari di fondi e gli appaltatori interessati dall’attuazione di riforme e progetti nell’ambito dei piani nazionali sono obbligati a comunicare la titolarità effettiva pena l’esclusione.
Una volta avviato il nuovo corso ecco che ci si adatta. Ora abbiamo a disposizione molti dati e molto utili. Dobbiamo ricordare che il registro dei titolari effettivi in Italia non esiste ancora. E, per le Pubbliche Amministrazioni, se mai verrà alla luce, potrebbe essere accessibile solo a pagamento. Ora si attende la Corte Europea. Il Consiglio di Stato ha posto sei diversi quesiti dopo il ricorso accolto in parte delle fiduciarie. Se Milano costruisse un data base accessibile dei titolari effettivi che da 4 anni vengono comunicati, sarebbe un fatto unico in Italia. Utilizzabile solo da Milano, ma estremamente efficace per tutelare la libera e sana concorrenza di mercato.
Chi sono i titolari effettivi
I titolari effettivi di cui parliamo sono persone, nome cognome, codice fiscale. Detengono almeno il 25% della società che ha vinto un appalto con il Comune. Ha in essere una concessione, un partenariato pubblico/privato. Sta ricevendo un finanziamento, un’autorizzazione commerciale per medie e grandi strutture di vendita o sottoscrive convenzioni urbanistiche. Per dover dichiarare la loro titolarità possono detenere la quota soglia anche indirettamente, attraverso scatole cinesi, fiduciarie o trust, oppure patti parasociali.
Un data base, con tutti i titolari effettivi dichiarati a disposizione dell’ufficio che contrasta l’evasione dei tributi locali ed erariali e di quello che lavora per inviare dati e informazioni su operazioni sospette a rischio riciclaggio all’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) presso la Banca d’Italia, sarebbe fondamentale. Tra l’altro è bene ricordare un dato. Negli ultimi tre anni, quelli post covid, solamente un’operazione sospetta è stata inviata alla UIF dal Comune di Milano. Troppo poco per chi ne ha fatte 26 dal 2014. Come Amministrazione ha anche la responsabilità di trainare un’intera nazione nel contrasto al riciclaggio. È un calo ingiustificato, da cui ripartire immediatamente.